"volesse diventare una palomma e vedere quello chesifa"

Frosinone - Archivio di Stato

14/10 2018 - Domenica di carta

Domenica di carta 2018

Emigrazione: storie e lettere dal mondo

 La storia dell’uomo è caratterizzata, da sempre, dal camminare in terre ignote e attraversare mari sconosciuti,  spinto,  certamente,  dall’innata sete di conoscenza ma,  anche,  per il desiderio di migliorare la propria vita e avere migliori    opportunità di esistenza. La miseria, la fame, le guerre sono state molle che hanno spinto e spingono,  tuttora, gli uomini a migrare.

In Europa, nel periodo storico che va dalla fine dell’Ottocento all’inizio del  Novecento, si è verificato un fenomeno conosciuto come grande emigrazione: milioni di persone si sono spostate,  dai paesi più poveri a quelli più ricchi, e, dal continente europeo verso il mondo nuovo, in cerca di lavoro.

La nostra Provincia è stata investita da questo fenomeno epocale con migliaia di uomini, donne e bambini che hanno intrapreso lunghi viaggi verso destinazioni spesso sconosciute,  con la speranza di un futuro migliore del misero vivere  presente.

La mostra organizzata dall’Archivio di Stato di Frosinone,  in occasione della Domenica di Carta 2018, vuole documentare il fenomeno migratorio osservando, dai documenti conservati nell’Istituto, alcuni aspetti che un fenomeno epocale,  come quello vissuto tra il XIX e il XX secolo,  hanno prodotto nella società.

Una parte dei documenti in mostra testimonia lo sfruttamento cui erano sottoposti bambini e ragazzi, affidati o, addirittura, venduti  a persone del paese natale,  con promesse di guadagno per loro e una vita migliore per i figli.

Lasciata la casa familiare, i giovani venivano portati a lavorare, in condizioni quasi di schiavitù, nelle vetrerie francesi di Rive de Gier.

Partire è un po’ morire…., è un modo di dire, ma,  per gli emigranti che in treno si recavano nel porto di Napoli,  per imbarcarsi su imponenti transatlantici,  spesso, diventava triste realtà,  allorquando, per motivi sanitari, venivano respinti.

Un altro aspetto, che la mostra mette in  luce, è quello che emerge dalle lettere,  inviate da molti emigrati ai loro familiari rimasti in Patria. In queste lettere,  oltre all’aspetto emotivo e relazionale, si scorge uno spaccato familiare e sociale della nuova vita nei paesi di accoglienza, delle difficoltà incontrate,  e,  della capacità,  di molti,  di emergere,  attraverso il duro lavoro, riscattarsi ed assurgere un ruolo importante nel nuovo paese.

Infine,   dai  registri dei Ruoli matricolari del Distretto Militare di Frosinone, dove venivano annotati gli Stati verso i quali si dirigeva l’emigrazione,  sono stati  ricostruiti i flussi migratori,   per i nati tra il  1889 e il 1900. Un fiume di giovani, intorno agli anni ’20,  si è riversato in giro per il mondo, Stati Uniti, altrimenti chiamata America, Francia, Argentina, Gran Bretagna, Brasile e Canada.

Ancora oggi rimane vivo nei figli, nipoti e pronipoti dei nostri emigranti la voglia di ricercare le proprie radici: l’Archivio di Stato riceve richieste di notizie anagrafiche su quegli uomini che, per sfuggire la miseria, hanno intrapreso un viaggio,  quasi sempre verso l’ignoto.

A distanza di oltre un secolo, dunque, questo filo che collegava il nostro territorio con il resto del mondo non si è ancora spezzato.

 Giulio Bianchini

 

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